Fonti Energetiche Rinnovabili in Italia: sviluppo, autorizzazioni e prospettive al 2030
Le Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) sono oggi al centro della strategia italiana per la transizione ecologica e la decarbonizzazione. Comprendere lo stato attuale del settore, i dati aggiornati sugli impianti installati e le nuove regole in materia di autorizzazioni (permitting) è fondamentale per aziende, enti e cittadini. Un recente dossier della Camera dei Deputati ha fatto il punto sulla crescita delle rinnovabili e sulle sfide normative da affrontare nei prossimi anni, con particolare attenzione agli obiettivi fissati dal PNIEC 2030 (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima).
La fotografia del settore FER in Italia
Il quadro aggiornato mostra una forte crescita degli impianti rinnovabili, con una diffusione differenziata sul territorio:
- Fotovoltaico: al 30 giugno 2025 gli impianti installati erano quasi 2 milioni, per una potenza media di 20 kW. La maggioranza (62,8%) ha dimensioni ridotte, sotto i 6 kW, ma contribuisce comunque al 12,8% della capacità complessiva. La Lombardia guida la classifica con il 13,4% della potenza installata, seguita da Puglia (9,7%) ed Emilia-Romagna (9,5%).
- Eolico: in Italia risultavano 6.150 impianti, con una potenza media di 2,16 MW. La produzione è concentrata soprattutto nel Sud e nelle isole: Puglia (26,2%), Sicilia (18,7%), Campania (16,4%) e Basilicata (11,6%) superano ciascuna il 10% del contributo nazionale.
- Idroelettrico: gli impianti sono 4.928, con una potenza media di 4,38 MW. Il 6,7% di quelli oltre i 10 MW copre oltre l’82% della produzione. I maggiori contributi arrivano da Lombardia, Trentino-Alto Adige e Piemonte.
- Bioenergie: si contano 3.241 impianti, in gran parte di piccola scala, con una potenza media di 1,23 MW. Lombardia, Emilia-Romagna e Puglia sono le regioni più attive.
- Geotermia: concentrata quasi esclusivamente in Toscana, con 34 impianti e una potenza media di 28 MW, copre il 99,9% della capacità nazionale.
Questi dati mostrano come la distribuzione geografica influenzi il mix di energia verde in Italia, confermando il ruolo centrale delle regioni del Nord per l’idroelettrico e delle regioni meridionali per l’eolico.
Gli obiettivi al 2030 secondo il PNIEC
Il PNIEC 2024 stabilisce traguardi ambiziosi: entro il 2030 l’Italia dovrà raggiungere circa 131 GW di potenza rinnovabile installata, con 80 GW da fotovoltaico e 28 GW da eolico. Rispetto al 2021, l’incremento atteso è di 74 GW (+57 GW da fotovoltaico e +17 GW da eolico).
Si tratta di un’accelerazione necessaria per centrare gli obiettivi europei di decarbonizzazione e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, ma che richiede politiche di sviluppo rinnovabili più rapide ed efficaci.
Permitting e Testo Unico FER
Uno dei principali ostacoli allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili in Italia è rappresentato dai tempi delle autorizzazioni. Per semplificare il quadro normativo, a fine 2024 è entrato in vigore il Testo Unico FER (Dlgs 190/2024), che disciplina le procedure autorizzative attraverso tre modalità:
- attività libera, per interventi minori;
- procedura abilitativa semplificata (PAS), per impianti di media complessità;
- autorizzazione unica (AU), per impianti di grandi dimensioni.
Il decreto ha introdotto anche le zone di accelerazione, previste dalla direttiva europea RED III, in cui sarà più semplice e rapido autorizzare nuovi progetti FER. Le Regioni dovranno completare la mappatura entro il 21 febbraio 2026.
Le novità del correttivo 2025
Nel 2025 il Governo ha approvato un correttivo al Testo Unico FER per affrontare le criticità segnalate dal settore. Le principali novità includono:
- semplificazione delle procedure per gli interventi che non comportano consumo di nuovo suolo;
- possibilità di integrare sistemi di accumulo energetico senza aggravio burocratico;
- estensione del regime di attività libera a interventi con impatto ambientale nullo o minimo;
- introduzione di meccanismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie, gestiti da Acquirente Unico e gratuiti per le parti, come previsto da ARERA.
Queste misure puntano a rendere più efficace il permitting, eliminando ritardi che hanno spesso frenato lo sviluppo di impianti eolici in Italia e di nuove installazioni fotovoltaiche.
Implicazioni per il settore e per i territori locali
Le innovazioni normative non riguardano solo gli operatori del settore, ma hanno un impatto diretto su cittadini, imprese e comunità energetiche. Procedure più snelle significano tempi ridotti per la connessione di nuovi impianti e più opportunità per territori e utility locali di investire in energia sostenibile.
Per realtà come InEnergy, fortemente radicata nel Nord Italia, seguire l’evoluzione normativa e garantire la massima trasparenza è fondamentale per offrire soluzioni concrete a famiglie, PMI e amministrazioni locali.
Il dossier della Camera fotografa un settore in crescita ma ancora complesso, dove lo sviluppo delle Fonti Energetiche Rinnovabili è strettamente legato all’efficienza delle autorizzazioni e al rispetto degli obiettivi fissati dal PNIEC 2030.
Il percorso verso la transizione energetica richiede collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità, con un’attenzione costante alla trasparenza e alla prossimità: valori che InEnergy mette al centro della propria attività quotidiana per accompagnare famiglie e aziende verso un futuro più verde.